Vacanze alle Eolie: le cose da non perdere

Le Eolie sono un paradiso ancora parzialmente inesplorato dal turismo di massa. La prima guida è del 1949, a cura della Azienda del Turismo di Messina. Un opuscolo che conteneva anche una piccola guida degli itinerari sottomarini, realizzato a cura del principe Francesco Alliata e dei ragazzi della Panaria. La Panaria è stata una delle prime società cinematografiche italiane del dopo guerra, e la prima in assoluto ad aver documentato la vita di queste isole, con una serie di filmati, utilizzati poi per realizzare il film “Vulcano” con Anna Magnani. L’Unesco nel 2008 ha dichiarato le isole Eolie “Patrimonio dell’Umanità”. Le isole vengono scelte da tanti turisti italiani ed internazionali che ogni anno prenotano uno dei tanti traghetti per le Eolie su Internet in modo da raggiungere l’arcipelago con i propri mezzi.

Gli itinerari

Come tutte le isole del Mediterraneo, queste terre racchiudono, in un raggio molto ristretto, i paesaggi caratteristici di una terra intera, dalle coste frastagliate, alle cime ruvide, ai pianori ricchi di inaspettata vegetazione, ai sentieri mozzafiato. Panorami unici, anche grazie ai vulcani ancora in piena attività. Ma le gite ai vulcani non sono l’unica attrazione da vivere su queste perle, ciascuna delle quali ha le sue bellezze. Vediamone alcune.

La Grotta del Cavallo

Una delle gite in barca da non perdere è quella alla Grotta del Cavallo a Vulcano. Per gli amanti delle immersioni è un piccolo paradiso, ma anche chi la ammira dalla superficie può godere di spettacoli straordinari. Questa grotta è caratteristica per le sue volte a forma di cupola, e per i giochi di luce creati dal sole attraverso un sifone naturale. Poco lontano c’è la Piscina di Venere, dove si dice che la dea si bagnasse per recuperare la sua verginità.

Il Castello di Lipari

Una rocca naturale di origine vulcanica che data 40000 anni, e che è stata il naturale riparo dei primi insediamenti umani fin dal neolitico. Insediamenti che hanno dato vita successivamente, nelle piane sottostanti, alla città di Lipari. Insediamenti stratificati che hanno permesso di ricostruire la storia di questa città, e di rinvenirne reperti risalenti a varie epoche. Reperti che è possibile ammirare presso il Museo di Lipari. Ma tra scavi, torri d’avvistamento e cattedrali, come quella di San Bartolomeo, la zona del Castello è sicuramente una delle più frequentate per le sue ricchezze storiche e culturali.

La Cattedrale di san Bartolomeo

Questa Cattedrale, dedicata al Patrono dell’isola, sorge sulla prima costruzione del III secolo d. C. distrutta e ricostruita più volte. Attualmente presenta all’esterno uno stile neo-barocco, mentre l’interno, ricostruito dopo l’ultimo smantellamento a causa dell’invasione del pirata Barbarossa, presenta tre navate affrescate con storie bibliche, e sostenute da colonne di stili diversi. Dalla Cattedrale si può entrare in quello che rimane dell’antico Chiostro normanno. Ma non si va alle Eolie senza tuffarsi nelle acque termali.

Le acque termali

Quelle più famose sono certamente a Vulcano. Un lago naturale dove confluiscono correnti calde sottomarine che, insieme alle naturali emissioni di vapori sulfurei, fanno di questo luogo una piscina termale altamente benefica. Infatti, tra zolfo, sali metallici e radioattività naturale, non sono poche le malattie che questo posto magico è in grado di curare. La sensazione poi, alla fine del bagno, è di piacevole stanchezza insieme ad un senso di pace interiore. Dalle terme alle spiagge? Andiamo allora a Panarea.

Panarea, Basiluzzo e Lisca bianca

Panarea, Basiluzzo e Lisca bianca sono le isole più piccole e, in qualche modo, anche le più selvagge. Dal piccolo centro abitato di Panarea si snodano i sentieri che portano alle spiagge, collocate a sud-est. Acque dai colori introvabili, come quelle che bagnano la spiaggia di Cala Junco, situata accanto all’insediamento preistorico di Punta Milazzese. Un piccolo anfiteatro naturale immerso nell’acqua marina. Splendida anche la spiaggia della Calcara, famosa per le sue fumarole vulcaniche e l’inconfondibile odore di zolfo. Ma se è la sabbia che cerchi devi andare a Cala degli Zimmari, conosciuta anche come spiaggia rossa. E se sei stanco di sole e mare, archeologia e castelli, forse è arrivato il momento di visitare i vulcani.

Il Vulcano di Stromboli

Il Vulcano di Stromboli nasce dalla prima bocca di Strombolicchio circa 200000 anni or sono. Solo dopo nasce l’attuale Stromboli, come vulcano sorgente dalle acque. Una configurazione che è in continuo movimento, con l’affiorare di nuovi strati e il collasso dei più antichi. Oggi l’attività principale si snoda tra i crateri della Sciara del Fuoco, a 750 metri di altitudine. Splendido nel suo gioco pirotecnico pressoché costante, Stromboli nasconde anche, sotto il livello del mare, la sua zona originaria in una piana vulcanica, denominata appunto “Valle della Sciara”. E alla fine c’è “Iddu”, il Gran Cratere di Vulcano.

Il Gran Cratere di Vulcano

Dal Gran Cratere lo spettacolo è totale. Puoi ammirare tutte le isole, comprese le terre di Sicilia, i Nebrodi, l’Etna. Omero narra che da qui si sia mossa la civiltà verso la Sicilia e non viceversa, e che questa fosse la patria degli Dei. Tuttora gli eoliani guardano Vulcano con il rispetto che si deve alle divinità, segno che qui il senso delle religioni antiche non si è ancora estinto. Ma prima che le esalazioni delle fumarole ti regalino un viaggio inatteso nel mondo incantato del passato, chiedi alla guida una mascherina o, almeno, copri naso e bocca con un fazzoletto.

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