Separazione coniugale: sinonimo di sofferenza per i figli

Quando si parla di divorzio si parla di sofferenza, non solo dei due coniugi, ma di tutto il contesto familiare, di cui fanno parte. I protagonisti principali sono indirettamente i bambini, non solo perché vivono un radicale cambiamento rispetto alla vita precedente, ma soprattutto perché vedono messa in discussione la propria origine ed il proprio passato.

I figli sono la prova del nove di questo disagio familiare!

Generalmente, dopo una separazione o un divorzio, i bambini assumono comportamenti particolari e a volte contrastanti: possono mostrarsi pigri, aggressivi, rabbiosi, tristi, infelici, angosciati, turbati, disorientati, oppure sereni, indifferenti, distaccati, etc.

Ogni bambino agisce diversamente: c’è chi, con il tempo, riesce a superare il distacco in modo sereno e ad accetta l’idea che i genitori non possano più stare insieme; e chi, invece, lo vive come un rifiuto, negando, in modo assoluto, l’idea di una separazione tra mamma e papà.

Per un bambino è più facile credere che un asino possa volare, piuttosto che accettare la separazione dei propri genitori!

Ci sono addirittura bambini che arrivano ad elaborare surreali strategie pur di far rincontrare i propri genitori, come ad esempio malattie improvvise, disperati mutismi, fughe da casa, falsi rimproveri delle maestre, etc.

Attenendoci alle ultime ricerche statistiche, i maschietti sembrano avere più difficoltà ad adattarsi alla nuova situazione, rispetto alle figlie femmine.

Come reagisce un bambino dopo un divorzio?

I fattori che maggiormente influenzano la reazione dei figli sono:

  • l’età;
  • il carattere;
  • la capacità di recupero;
  • la qualità del rapporto tra genitore e figlio;
  • il sostegno che si riceve dagli altri familiari, dalla scuola o dagli amici.

Tra tutti, la più importante è l’età, poiché i problemi vengono vissuti ed elaborati in modo diverso in base alla fase di sviluppo e all’esperienza maturata.

Per il bambino il dolore più forte è perdere l’equazione armonica di mamma e papà, visti insieme.

I genitori sono le colonne portanti nella vita dei bambini, sono la terra su cui poggiano i propri piedini, su cui si sentono forti e saldi.

Provate ad immaginare se vi togliessero la terra da sotto i piedi? Come vi sentireste? Impauriti, disorientati, disperati, terrorizzati, ecco i bambini si sentono proprio così, quando vedono frantumarsi il proprio sostrato familiare. Non sanno cosa succederà, si sentono soli, in balia dei sentimenti, dei rancori, dei litigi dei propri genitori.

Tutto ciò per un bambino è insopportabile e doloroso.

Non potrà più dormire nel lettone con mamma e papà, non potrà più andare in vacanza con entrambi, non potrà più sdraiarsi sul divano con tutti e due, a guardare un cartone animato tra coccole e bacetti.

Non dimentichiamo che un figlio è il prolungamento di due persone, che un tempo si sono amate e soprattutto si sono scelte.

Il bambino non può essere dissociato dalla coppia che lo ha generato, perché è come se tutti e tre, insieme, formassero un’unica creatura. Inoltre qualsiasi bambino ha letteralmente bisogno di credere di essere il frutto di un desiderio e di un Amore. L’idea che i genitori si separino distrugge proprio quell’immagine di unità con cui il bambino è cresciuto.

Solitamente i bambini che vivono l’esperienza di un divorzio sono pieni di paure e preoccupazioni. Vivono costantemente nell’angoscia del domani, non sanno cosa li aspetta. Quella famiglia che gli dava sicurezza, non esiste più, si è frantumata in mille pezzi.

Molti bambini sono obbligati a cambiare casa, se non addirittura città, per poter seguire le nuove esigenze di mamma o di papà. Sono costretti a lasciare la propria cameretta, i propri compagni, la propria scuola, i propri spazi.

Devono confrontarsi con un posto totalmente nuovo, che per loro non ha una storia, non ha un passato, ma solo tanta angoscia. Tutto questo destabilizza il piccolo.

Gli psicologi, in questi casi, consigliano di non trasmettere il proprio panico e la propria rabbia ai figli.

Già risparmiargli quel genere di sofferenza può creare in loro un leggero stato di serenità. Come interviene lo psicologo?

Lo Psicologo elabora percorsi specifici in base al momento in cui si trova la coppia o il singolo genitore.

Il percorso psicoterapeutico, in base all’orientamento, permette di creare uno spazio di conoscenza e di consapevolizzazione.

La coppia o il singolo genitore cercano di capire cosa non abbia funzionato realmente e che cosa abbia portato a questa situazione di distacco.

La figura dello Psicologo permette di dare il giusto sostegno sia ai coniugi che ai bambini coinvolti, permettendo ad ognuno di elaborare in modo funzionale i propri stati d’animo, che altrimenti altererebbero solo una situazione di per sé già precaria.

Il percorso psicoterapeutico permette di uscire dalla conflittualità; consente di accettare la nuova situazione, mettendo fine ai logoranti sensi di colpa.

L’obiettivo di una terapia di coppia o familiare è rimuovere tutti quegli ostacoli che impediscono di trovare un nuovo adattamento, sia esso una separazione definitiva, oppure il proseguimento di una bellissima storia d’amore.

 

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