Investire con produttività in azioni

Da qualche anno le commissioni richieste per operare in borsa sono scese drasticamente. Oggi si può acquistare e fare trading sulle azioni di banca generali pagando da 5 a 15 euro a operazione, e il deposito è spesso gratuito. Ma quanto si può guadagnare con la borsa?

Da soli o con un consulente?

Affidarsi a un consulente finanziario o alla propria banca è forse la scelta migliore per chi non si fidi delle proprie capacità. Tuttavia anche la delega, oltre a togliere buona parte del rischioso ‘divertimento’ comporta dei rischi: quello di guadagnare molto meno di quanto il mercato permetterebbe, o quello di perdere quanto investito per errori più o meno dolosi, che sarà l’investitore a pagare, quasi mai l’operatore.

Sono maturate le cedole delle vostre azioni

La borsa non è nata per permettere la speculazione, ma per finanziare attività produttive procurando un giusto guadagno agli investitori in forma di dividendi. I dividendi sono il guadagno al netto degli accantonamenti e delle somme reinvestite diviso tra gli investitori in proporzione al numero di azioni possedute.
l dividendi annuali di azioni di aziende in buona salute vanno di media dal 2 al 6-7 per cento del valore dell’azione. È un buon rendimento, ma chi investe in borsa cerca di solito profitti ben più alti.

Compro quando scende e vendo quando sale

Per quanto banale, la regola da seguire per fare soldi rapidamente è questa: comprare i titoli quando sono in una fase di ribasso e rivenderli quando salgono. Il problema è che il ‘rapidamente’ è possibile solo in alcuni periodi positivi (toro), che sono però intervallati da lunghi periodi di ribasso e stasi, durante i quali il denaro resta immobilizzato per mesi o anni in azioni dal valore spesso minore rispetto a quello d’acquisto. Diversificare, per esempio investendo in più mercati internazionali, è possibile solo con molto denaro a disposizione.

Quanto si può guadagnare?

All’interno di onde ampie positive, le fluttuazioni di valore dei titoli quotati in una grande borsa come quella di Francoforte sono dell’1-5 per cento in positivo e negativo da un giorno all’altro – con riferimento a grandi aziende. Abbastanza da trarre dei profitti: il 2 per cento di 10.000 euro sono pur sempre 180 euro al netto delle commissioni. Ma arriva sempre un momento in cui un’azione scende e non torna al prezzo d’acquisto se non dopo settimane o mesi. Può anche non tornarci più, come è accaduto con le azioni Volkswagen che dopo lo scandalo sulle emissioni truccate sono passate da 253 a 92 euro per stabilizzarsi ora attorno ai 150 euro, un livello da cui non si scosteranno per chissà quanto tempo.

Le azioni speculative

Se si hanno soldi che si è disposti (eventualmente) a perdere conviene operare su azioni di aziende con piccolissima capitalizzazione (pochi milioni o decine di milioni di euro o dollari). La scarsa quantità di azioni in circolazione fa sì che compravendite anche limitate provochino forti variazioni del loro valore.

Se si è disposti a rinunciare a un po’ di senso etico si possono considerare anche azioni con bassissima capitalizzazione che sembrano addirittura essere in borsa al solo fine di arricchire chi arriva per primo. È il caso di certe azioni canadesi di aziende di perforazione, che quotate pochi centesimi all’ingresso in borsa aumentano anche del 1.500% il loro valore nel giro di pochi mesi per poi risgonfiarsi. Se si ha la fortuna di acquistarle agli inizi e le pubblicità di certe società di consulenza ne spinge le vendite si potranno fare guadagni incredibili. Si tratta pur tuttavia di una versione dello schema di Ponzi: gli ultimi arrivati resteranno a bocca asciutta e magari perderanno tutto se non saranno così prudenti da tirarsi fuori dal giro alla svelta.

Morale della favola

La borsa è come il poker: si arriva in un buon momento e si guadagna, così si investe sempre di più e improvvisamente si finisce col perdere. Una buona regola è imparare il più possibile, osservare di persona i movimenti periodici di alcuni titoli di interesse, non fidarsi delle analisi economiche della stampa e tanto meno di quelle dei siti di informazioni borsistiche. È bene ricordare che se un’azione va ‘troppo’ bene senza motivo (per esempio nuove grandi commesse, acquisizioni ben viste dagli analisti, ecc.), si tratta di una corsa che finirà con un tonfo. Diffidare delle azioni di aziende ex pubbliche o legate alla politica. Leggere molto, essere vigili e investire tirandosi indietro non appena il profitto è equo: usando l’esempio di prima, 180 euro guadagnati in due giorni sono un ottimo profitto partendo da 10.000 euro. Meglio fare piccoli passi senza sperare nel colpaccio.
Le compravendite continue, quasi sempre fatte da computer, possono permettersele solo le persone o le aziende che tengono in gioco continuo milioni di euro.

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