Dalla psicoterapeuta si va solo se si è depressi?

A volte è una leggera ma costante sensazione di tristezza, altre ancora una depressione profonda che altera la nostra qualità di vita. I motivi per andare da uno psicoterapeuta sono molti ma le resistenze psicologiche che opponiamo sono altrettanto forti.

Non è però detto che delle sedute di psicoterapia sono indicate solamente a chi si sente depresso, infatti ci sono anche molte persone che vanno dallo psicologo per migliorare le proprie performance sessuali, di lavoro o sportive.

Gestire i conflitti quotidiani non è affare da poco conto. Lo stress, il non sentirsi mai all’altezza, la ricerca continua di una serenità sfuggente innescano dei meccanismi che a lungo andare indeboliscono anche il più forte dei caratteri. Andare da uno psicoterapeuta è un atto d’amore nei confronti di se stessi e dei propri cari.

Siamo lontani anni luce ormai dall’idea che lo psicologo sia soltanto “per i matti”. Quando accusiamo qualche dolore in un punto preciso del nostro corpo ci rechiamo dal dottore. Allo stesso modo, il dolore dell’anima va curato semplicemente rivolgendosi a chi ha gli strumenti adatti per aiutarci.

Molti si chiedono come uscire dalla depressione, la terapia aiuta a trovare il senso della vita o a recuperarlo quando lo si è smarrito, incastrato tra le maglie di un destino che non sempre va nella direzione giusta. Quali sono i motivi per andare dallo psicoterapeuta? Te ne elenchiamo cinque anche se la lista potrebbe esser molto più lunga!

I 5 motivi per recarsi da uno psicoterapeuta sono:

  1. Imparare a gestire la propria vulnerabilitàLa fragilità è sempre vista come un ostacolo. In realtà, essere vulnerabili è semplicemente un lato del nostro carattere, un modus operandi derivato da piccole ferite e delusioni quotidiane. Lo psicoterapeuta ci mostra la strada per conoscere noi stessi e per comprendere la genesi della nostra fragilità.
  2. Imparare a mettersi in discussioneAssumersi la responsabilità della propria vita non è una chimera ma il frutto di un allenamento costante, quasi quotidiano. Vuol dire regalare alla propria anima la possibilità di affermare “è colpa mia” senza sentirsi per questo sminuiti o delle perfette nullità. Mettersi in discussione, grazie all’aiuto dello psicoterapeuta, è donare alle proprie mani la capacità di costruire da sole la strada per cambiare atteggiamento.
  3. Imparare a prendersi cura di se stessiCi insegnano a leggere, a scrivere, a mangiare bene e a comportarci in modo corretto. Lo specialista aggiunge un nuovo tassello, ci insegna a prenderci cura di noi stessi, attraverso la conoscenza profonda della nostra anima. Comprendere i meccanismi delle nostre reazioni, senza veli e senza scuse, è il primo passo verso la serenità.
  4. Imparare ad amarsiL’autostima è un traguardo o una compagna di viaggio necessaria e attesa? Andare dallo psicoterapeuta vuol dire imparare ad accettarsi per quello che si è. Alti, magri, emotivi, duri, deboli: quanta umanità è possibile? Non ci sono limiti alle sfumature dell’anima e della personalità. Accettarli è il primo passo verso un amore che dura tutto una vita: quello nei confronti di noi stessi.
  5. Imparare a riconoscere il disagioUna ferita trascurata si infetta. La stessa cosa succede per le ferite dell’anima. Lasciate da sole mutano forma, diventano più grandi, più pericolose. La depressione è una malattia seria e dolorosa da affrontare. Riconoscere i propri disagi o malesseri emotivi prima della cronicizzazione è l’arma che lo specialista ci consegna seduta dopo seduta, quando il percorso è ancora lieve.

È sempre una questione di scelte, come in ogni evento della vita. Scegliere di recarsi dallo psicoterapeuta è come trovarsi di fronte a un bivio. Le strade che abbiamo di fronte conducono a risultati differenti. La psicoterapia è forse la più impervia ma decisamente la più redditizia a livello di serenità personale.

Come si fa a riconoscere però che è arrivato il momento di rivolgersi allo specialista dell’anima? Esistono delle spie, dei piccoli sensori che ci rivelano la necessità di un aiuto?

Ognuno di noi è diverso e soprattutto ognuno di noi è portatore sano di esperienze e sensazioni che sono assolutamente personali. Ma aldilà di questo, esistono comportamenti e modi di fare che ci spingono ad andare da uno psicoterapeuta. Ne elenchiamo alcuni:

  • Malesseri inspiegabiliUn mal di testa ricorrente, se non supportato da cause organiche, può essere la somatizzazione del conflitto tra ragione e sentimento. Il mal di stomaco invece la rappresentazione fisica di uno stato ansioso cronico. Il corpo rivela quella che la nostra psiche tende a celare.
  • Rimanere intrappolati in rapporti malsaniPuò capitare di avvertire la sensazione che il proprio rapporto sia deleterio oppure arrivato al capolinea. Perché si rimane intrappolati in questo tipo di situazione? La sensazione di impotenza e di immobilità deve essere compresa per poter essere superata.
  • Avere frequenti sbalzi d’umoreRidere e piangere nello stesso momento. Non sempre è patologico ma spesso è la spia di un profondo disagio esistenziale che soltanto la mano esperta di uno psicoterapeuta aiuta a riconoscere e a curare.
  • Sabotare se stessiQuante volte capita di saltare un appuntamento di lavoro, un incontro galante o di perdere il numero di telefono dell’uomo dei propri sogni? È un caso o il frutto di un preciso piano di sabotaggio della nostra psiche? Se ci accorgiamo che è un comportamento abituale e non più fortuito, dobbiamo comprendere il perché di tale meccanismo inconscio.

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