Chiedere un prestito personale: tutte le spese da considerare

Nonostante la crisi economica e la necessità di accantonare denaro per le necessità future, vi sono delle spese che nella vita devono essere fatte, che si tratti di una casa, di una macchina, un matrimonio e così via. Tutte queste spese, però, sono molto spesso troppo elevate e per potervi far fronte è necessario richiedere un prestito personale che consenta di ottenere la liquidità necessaria.

Per queste ragioni, quindi, sempre più persone hanno iniziato a richiedere dei prestiti, trovando in questo modo la risposta più immediata ai loro problemi ed esigenze presenti.

Tuttavia, dal momento che richiedere un prestito personale può essere rischioso e comporta una serie di considerazioni, è importante effettuare diverse valutazioni prima di firmare un contratto qualsiasi, soprattutto per quanto riguarda tutti quei costi che dovranno essere necessariamente pagati in futuro.

In particolare, la principale difficoltà nella sottoscrizione di un prestito può essere proprio quella di faticare nel trovare delle condizioni contrattuali che siano vantaggiose e trasparenti.

Di conseguenza, prima di sottoscrivere un prestito personale è fondamentale prendere in considerazione tutti gli esborsi di denaro che dovranno essere effettuati: non solo la restituzione del capitale stesso, ma anche gli interessi e la totalità delle spese accessorie collegate alla somma presa in prestito. Scopriamo da Prestitimag, portale editoriale leader in ambito finanziamenti online e cessione del quinto, quali sono le spese da considerare prima di richiedere un prestito.

Gli interessi da considerare: Tag e Taeg

Per ogni prestito richiesto ci saranno ovviamente degli interessi da pagare in aggiunta alla restituzione della somma ottenuta. Questa è senza dubbio la prima considerazione che deve essere ponderata, magari andando ad effettuare delle comparazioni tra i diversi tassi di interesse (Tan e Taeg) che vengono richiesti dai vari enti finanziari.

  • Il Tan, ovvero il tasso annuale nominale, è il tasso che viene pagato al termine di ogni anno: grazie a questo tasso, le banche calcolano l’interesse effettivo sulla somma presa in prestito in base ad un tasso (che può essere fisso oppure variabile), andando a determinare la rata che verrà pagata mensilmente;
  • Il Taeg, invece, conosciuto anche come il tasso annuo effettivo globale, si riferisce alle spese accessorie che riguardano il finanziamento stesso.

Elementi da prendere in considerazione: le spese accessorie

Oltre a prendere in considerazione gli interessi da pagare sulla somma presa in prestito, poi, bisogna effettuare delle considerazioni anche per quanto riguarda i costi accessori che andranno sostenuti e che riguardano la pratica nel suo complesso, dalla sua apertura alla sua chiusura.

  • Spese di istruttoria: sono tutte quelle spese da sostenere in apertura della pratica stessa e possono riguardare, per esempio, i costi dovuti ai controlli della situazione creditizia del sottoscrivente. Generalmente, queste spese vengono addebitate con la prima rata in un’unica soluzione, anche se un’altra possibilità è quella di andare a diluirle nel corso del finanziamento stesso, ammortizzandole. Queste spese non sono da sottovalutare, anche perché è in questa fase che si stabilisce la solvibilità del richiedente e quindi si dà il via libera all’erogazione del prestito.
  • Spese di incasso e di gestione della rata: si tratta di quelle spese che dipendono dal tipo di finanziamento sottoscritto e nel caso dei prestiti personali ammontano a zero.
  • Imposta di bollo: si tratta di una spesa accessoria (che può essere fissa o proporzionale) da sostenere nel caso in cui vengano richiesti dei documenti in particolare. Attualmente ammonta a 14,62€ per i prestiti con una durata fino a 18 mesi; anche le spese di bollo generalmente vanno ad aggiungersi alla prima rata, rendendola di conseguenza la più corposa.
  • Spese di chiusura della pratica: sono delle spese richieste soltanto nel caso in cui il cliente decida di recedere dal contratto in via anticipata; si tratta quindi di una penale dovuta come risarcimento all’ente finanziario proprio per compensare le rate non godute, che ad ogni modo non può superare l’1% del debito residuo.
  • Spese per ricevimento delle comunicazioni: si tratta di un costo per le comunicazioni ricevute tramite mezzo cartaceo, che può essere soppresso dal cliente in qualsiasi momento scegliendo di consultare le comunicazioni online monitorando le proprie operazioni digitalmente.

I tempi del finanziamento

Sottoscrivendo un prestito personale, poi, si può scegliere il periodo di tempo entro cui si andrà a restituire la somma ricevuta; se questo potrebbe sembrare un vantaggio, allo stesso tempo bisogna considerare che maggiore è il lasso di tempo scelto, maggiori saranno gli interessi dovuti.

Innanzitutto, il pagamento dilazionato può essere scelto solo in alcune circostanze, per esempio per l’acquisto di auto e moto, per gli arredamenti, per le vacanze, per la formazione o per cerimonie, per menzionarne alcune.

Uno svantaggio è costituito dal fatto che richiedendo una dilazione del pagamento, chi sottoscrive il finanziamento deve fornire una serie di documentazioni che attestino la sua solvibilità, come per esempio la dichiarazione dei redditi o l’ultima busta paga, oltre ovviamente alla propria carta d’identità e al codice fiscale.

In altri casi, poi, viene richiesto un garante (detto anche fideiussore), che è chiamato a garantire per qualcun altro e, nel caso in cui quest’ultimo si riveli non in grado di adempiere ai suoi debiti, allora si impegnerà a restituire la somma del prestito dovuta. Questo porterebbe così all’introduzione di un ulteriore soggetto coinvolto nel prestito denaro, anche se a titolo di garanzia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *