Chi comanda la finanza mondiale? Gruppo Bilderberg

È un argomento di cui si parla ormai da qualche tempo, specialmente da quando è scoppiata la bolla dei mutui subprime, che ha provocato la più grave crisi economica mondiale degli ultimi ottant’anni.

L’opinione pubblica si è appassionata al tema perché la crisi ha colpito trasversalmente tutte le classi sociali. La domanda che ha spesso monopolizzato l’attenzione di televisioni, radio, giornali e web è sempre la stessa: chi comanda la finanza mondiale?

I controllori della finanzia mondiale: chi sarebbero?

I nomi che ricorrono sono sempre gli stessi: il Gruppo Bilderberg e la Commissione Trilaterale.

Si tratta di organizzazioni accusate di lavorare ormai da svariati anni alla costruzione di un nuovo ordine mondiale, un grande piano per favorire le banche, le multinazionali e le grandi potenze mondiali.

Stati Uniti, Europa e Giappone muoverebbero le fila di questo progetto, nato durante i primi anni della “guerra fredda” allo scopo di diffondere e consolidare il sistema neoliberale, contrapposto a quello socialista dell’Unione Sovietica e dei suoi stati satellite.

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Il gruppo Bilderberg e la Commissione Trilaterale

Il Bilderberg è un gruppo di persone, circa 150, chiamate una volta all’anno a riunirsi in maniera riservata; il gruppo ha preso il nome dall’Hotel de Bilderberg, luogo in cui si tenne la prima riunione, nel 1954. Lo scopo di allora era duplice:

  • sconfiggere l’antiamericanismo, che in alcune aree del mondo si andava diffondendo a causa del sistema bipolare creatosi dopo la fine della seconda guerra mondiale;
  • incrementare la cooperazione politica e finanziaria tra l’Europa occidentale e gli Stati Uniti.

I partecipanti all’associazione rappresentano il gotha del mondo finanziario, politico e imprenditoriale. Durante le giornate in cui hanno luogo i meeting non solo non sono ammessi i giornalisti ma l’intera zona è presidiata dalle forze dell’ordine e da società di sicurezza private.

comando della finanza mondiale ci sarebbe anche la Commissione Trilaterale, una O.N.G (organizzazione non governativa) istituita da David Rockefeller nel 1973 con obiettivi simili a quelli del gruppo Bilderberg:

  • favorire la cooperazione nelle aree economiche più ricche, quelle rette da un sistema di libero mercato come Stati Uniti, Europa e Giappone;
  • instaurare un dialogo per aprire un confronto su questioni politiche ed economiche.

Gruppo Bilderberg e Commissione trilaterale sono accusate di voler instaurare un sistema economico e politico che trascenda i governi nazionali allo scopo di dettare le linee guida dell’agenda politica ed economica dei singoli stati.
L’accusa più grave è quella di insediare soggetti, legati a questa “appartenenza”, nei posti chiave del potere statale dei singoli paesi.

Secondo questa teoria non è un caso che governi tecnocratici negli anni scorsi abbiano adottato politiche di austerity, come nel caso di Mario Monti in Italia. L’accusa più frequente, anche da parte di alcuni partiti dell’arco costituzionale, è che tali governi tecnici non avrebbero alcuna legittimazione democratica, in quanto non eletti dalle assemblee parlamentari.

L’opinione pubblica nel corso degli anni ha avuto modo di persuadersi dell’ipotesi del complotto anche grazie alla grande diffusione di internet e dei social. Sul web si trovano svariati blog che parlano di questo nuovo ordine mondiale. Sono stati dati alle stampe anche dei libri che sono diventati i testi di riferimento di questa visione.

Se sulle prime l’ipotesi complottista poteva essere una rivelazione clamorosa e “leggendaria”, anche a causa della segretezza delle riunioni in cui si deciderebbero le politiche economiche del pianeta, oggi non è più così. Esiste una bibliografia molto ricca sull’argomento; i testi più quotati sono:

  1.  Capitalismo e libertà, scritto da Milton Friedman, un economista statunitense, il più importante esponente della scuola di Chicago;
  2. La via della schiavitù, di Friedrich August von Hayek, premio nobel per l’economia nel 1974.

Quali sono gli effetti del nuovo ordine mondiale nei singoli paesi?

Chi comanda la finanza mondiale e che sarebbe a capo di questo nuovo ordine avrebbe come obiettivo il mantenimento del potere, al fine di proteggere la propria condizione privilegiata.
La strategia si attuerebbe nei singoli paesi attraverso sistemi retti da personaggi politici compiacenti e da tecnocrati non eletti dal popolo; le politiche attuate da questi governi sarebbero la dimostrazione dell’esistenza di questo piano deciso dal nuovo ordine mondiale:

  • smantellamento dello stato sociale, con l’abrogazione delle principali tutele dei lavoratori;
  • privatizzazione di settori cardine come la sanità e l’istruzione;

Capita molto spesso di ascoltare politici ed economisti, intervistati dai mezzi di comunicazione, fare riferimento alle persone più ricche della terra: si parla di una élite economica, meno di cento persone, che detiene il 90% della ricchezza totale del pianeta.

Dunque la globalizzazione neoliberista sarebbe il presupposto necessario affinché questa classe di privilegiati possa continuare a detenere la ricchezza mondiale.

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