Investire nel mercato della criptovaluta ethereum

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In quest’articolo parliamo in maniera completa del mercato delle criptovalute e del motivo per il quale investire in ethereum può diventare una rivelazione dopo l’esplosione del Bitcoin.

Sommario Articolo sul mercato ethereum:

La rivoluzione delle criptovalute

Era il 2009 quando il bitcoin (BTC) fece la sua comparsa, fu una rivoluzione istantanea, perché nei mesi successivi al lancio della piattaforma peer-to-peer Bitcoin, il valore dell’economia della relativa criptovaluta crebbe in maniera esponenziale, ma fu un’innovazione anche silenziosa per certi versi, perché molte persone non compresero la portata della rivoluzione essendo abitudinarie, poco propense al cambiamento e prevalentemente legate al denaro contante o ai circuiti di credito bancari di carte prepagate, di debito e di credito.

L’avvento delle criptovalute ha quindi diviso il mondo dei pagamenti tra pionieri dell’utilizzo di monete alternative inclini ad investire nell’innovazione e conservatori legati al contante ed ai circuiti bancari, ma ha anche saputo moltiplicare le opportunità per chi cercava nuovi medium su cui investire, questa novità infatti è stata l’apripista per tutta una serie di altre valute digitali alternative come il Litecoin (LTC), il Dash (DASH), il Ripple (CFD), il Decred (DCR) o il più recente Ether (ETH) che sta emergendo rapidamente, facendo segnare ritmi di crescita record, nel solo primo trimestre del 2017 ha aumentato il suo valore del 538% candidandosi seriamente a successore del bitcoin nel ruolo di valuta digitale dominante.

Perché investire in Ethereum

Bitcoin, anche in virtù dell’essere capostipite delle criptovalute, detiene dal 2009 una posizione di dominanza sul mercato, ma la repentina scalata di Ethereum sembra mettere per la prima volta in discussione questa leadership, investire in Ethereum inizia a diventare la realtà concreta di una criptovaluta alternativa.

Era Luglio del 2015 quando il cofondatore di Bitcoin Magazine e programmatore russo Vitalik Buterin lanciò la sua Ethereum, in meno di due anni ha conquistato il 30% dell’intero mercato delle altcoins. Il successo dell’Ether, è dato dalla versatilità della sua piattaforma e dai molteplici servizi aggiuntivi offerti, oltre che da un margine di crescita e profitto sicuramente maggiore, come dimostrato dai ritmi di crescita decisamente sostenuti rispetto ad altre altcoins più datate e stazionarie.

Questa espansione dell’ether sul mercato porta gli osservatori a ritenere sempre più probabile l’approssimarsi del così detto “flippening”, ossia il sorpasso sulla valuta di Nakamoto, diventando la più grande al mondo tra tutte le criptovalute. In questa fase la capitalizzazione relativa massima dell’Ether è giunta ad 84 punti percentuali di quella BTC , mai così vicina al flippening, ed il trend si mantiene positivo. Ricapitolando, possiamo fare dunque un piccolo elenco dei segnali che certificano la bontà di Ethereum ed il vantaggio dell’investire nella sua valuta, l’Ether.

Di seguito i principali motivi per investire:

  • • Solidità inequivocabile dell’attuale trend di crescita
  • • 30% Market Dominance, in avvicinamento costante al BTC
  • • Possibilità concreta di Flippening e conseguente effetto volano.
  • • Primato tra le monete decentralizzate per volumi di transazioni quotidiane

Oltre queste qualità che parlano di un exploit dell’ether, vanno poi considerate quelle intrinseche della piattaforma Ethereum, una è la velocità nelle transazioni, che avviene nell’ordine dei secondi, si parla di una durata tra i 5 ed i 30 secondi, rendendo Ethereum particolarmente indicata per operazioni di trading intraday, contrariamente a Bitcoin che richiede anche fino a 10 minuti per singola transazione. Un altro vantaggio concreto delle proposta P2P di Buterin che la contraddistingue da Bitcoin è lo sviluppo di DApps dedicate e la creazione illimitata di moneta ether.

Alla luce di queste considerazioni – e tenendo presente un possibile effetto volano post-flippening – questo è il momento utile per investire in Ethereum.

Cosa sono le criptovalute e qual’è la loro storia?

Vediamo alcuni dettagli sull’evoluzione delle criptovalute e la loro storia su come si realizzano.

Le piattaforme Peer to Peer

Prima di analizzare il successo delle criptovalute e le ragioni per cui investire su di esse è importante andare a vedere come funzionano, esse si appoggiano a delle piattaforme fondate su tecnologia peer to peer, delle reti i cui nodi svolgono compiti sia di client che di server al tempo stesso. È una tecnologia nata agli inizi del millennio, che trovò presto la sua applicazione principale nei servizi di file sharing come Bit-Torrent, ma la condivisione di file è solo la prima e più immediata delle applicazioni decentralizzate che il protocollo P2P rende possibili.

Il vantaggio di poter trasferire direttamente in maniera sicura, anonima e protetta ogni tipo di dato digitale da un utente all’altro – senza i costi di intermediazione di un soggetto terzo o quelli di utilizzo e gestione di un server – non passò inosservato a Satoshi Nakamoto (pseudonimo col quale è conosciuto l’inventore di BTC) il quale nel 2005 ideò la blockchain, una sorta di database distribuito nella rete che costituisce il corrispettivo di un registro bancario per le criptovalute. L’invenzione di tale sistema è stato il vero motore delle valute decentralizzate, solo un sistema di consenso distribuito poteva sopperire all’assenza di un ente centrale: l’interazione tra i i blocchi componenti la catena fa fede, certificando e convalidando le operazioni svolte.

Arriviamo così alla composizione delle piattaforme che reggono le criptovalute, esse sono fondate su quattro cardini:

  • • una valuta digitale
  • • una blockchain intrinseca
  • • un sistema proof to work (POW)
  • • un network di miners

Come detto abbiamo la moneta, la catena di blocchi per effettuare le transazioni, un sistema POW per garantire la genuinità delle operazioni e scongiurare gli eventuali denial of service (dos) da sovraccarico di richieste, ed infine la rete di miners che partecipano alla rete e venendo ricompensati con creazione di nuova moneta.

Ethereum e lo sviluppo della Blockchain

Appurato che il meccanismo della blockchain è figlio di uno sviluppo del protocollo P2P, vediamo ora lo sviluppo della stessa: come il file sharing era solo una possibile applicazione del P2P, parimenti le transazioni di valuta digitale sono soltanto la prima delle applicazioni decentralizzate realizzabili su questo sistema.

È qui che la piattaforma Ethereum si differenzia da quella Bitcoin, Ethereum infatti rende possibile sulla sua piattaforma lo sviluppo di svariate Dapps (Decentralized Applications), superando il limite fisiologico del competitor.

Su Ethereum vengono supportate anche altre valute come Golem (GNT), vengono offerti servizi, realizzati sistemi di votazione e risolti quegli smart contract teorizzati per la prima volta nel 1994 da Nick Szabo, quando ancora non c’erano le tecnologie per la loro realizzazione ed internet come lo conosciamo oggi era in fase embrionale. Quindici anni dopo quell’intuizione, le nuove tecnologie hanno reso possibile lo sviluppo di software che risolvono quei modelli di smart contract teorizzati, ed oggi Ethereum è il principale provider di questo servizio.

Questo nuovo fronte dei pagamenti elettronici e di monete digitali decentralizzate, è l’incarnazione moderna appoggiata su web 3.0 del modello di free banking che era in uso nel corso del XIX secolo. Il free banking è un sistema in cui non sono previste monete a corso legale o banche centrali, l’emissione di moneta è affidata a banche private e vige un regime di concorrenza valutaria, tra i promotori di un ritorno a questo modello si può annoverare Friedrich Von Hayek.

L’economista austriaco, premio Nobel nel 1974, non poteva immaginare un sistema di valute digitali come quello odierno essendo scomparso nel 1992, tuttavia in testi come “Denationalization of Money” già invocava un paradigma come quello delle altcoins. Hayek affermava che un modello con monete private decentralizzate potesse creare istituzioni economiche più efficienti di quanto un qualsiasi disegno razionale potesse mai progettare, questo suo pensiero è un’estensione del principio della mano invisibile di Adam Smith, qui applicato all’emissione di moneta.

Hayek e diversi altri esponenti della scuola austriaca sostenevano che la produzione di moneta fosse da considerarsi in tutto e per tutto come la produzione di un qualsiasi altro bene, e che pertanto essa dovesse essere liberata dal giogo del dirigismo, fosse esso statale o di un diverso ente monopolista, lasciando che fossero le forze produttive ed il potere auto-regolatore del mercato a decretare l’accettazione della valuta.

Si pone quindi uno scenario completamente sovrapponibile a quello delle emergenti monete digitali, in cui la loro accettazione non è garantita da un’autorità statale ma dal credito di fiducia che gli viene riconosciuto dagli stessi utilizzatori disposti ad investire sopra.

I dati sull’espansione della capitalizzazione del mercato delle criptovalute sembrerebbero dar ragione ad Hayek, il volume di denaro investito e la sempre più universale accettazione di pagamenti in moneta digitale sono testimonianza di solidità sistemica, l’indipendenza del mercato criptovalutario inoltre dona alla moneta digitale lo status di bene riparo da fluttuazioni a seguito di variazioni di parametri macroeconomici e da erosione inflazionistica, non è un caso che alcune delle migliori altcoins abbiano superato la quotazione dell’oro.

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