Inseminazione artificiale fai da te: perché vi si ricorre

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Inseminazione artificiale fai da te: quando le donazioni son scarse e non si vuole aspettare per avere un figlio, le coppie ricorrono anche a metodi e tecniche inaspettati

Una coppia che deve affrontare dei problemi di infertilità non è certamente un a coppia senza speranza. Grazie alle svariate tecniche di procreazione medicalmente assistita, ai vari tipi di fecondazione assistita ed ai metodi  di inseminazione artificiale, anche l’infertilità può essere considerata alla pari di un ostacolo superabile.

Oggi, infatti, una coppia che desideri avere un figlio e non riesca nell’ottenimento di una gravidanza nonostante dodici mesi – questo è il tempo limite per essere definiti infertili – di rapporti mirati e consecutivi, può fare riferimento ad un supporto medico, scientifico e psicologico molto importante. Non solo fatto di terapie ormonali, ma anche di un vero e proprio sostegno che rende possibile per queste coppie il raggiungimento più facile del sogno realizzato: quello di avere un figlio.

Le tecniche vere e proprie che fanno capo alla PMA, ovvero alla procreazione medicalmente assistita, sono:

  • La fecondazione omologa;
  • La fecondazione eterologa.

Queste due tecniche sono molto importanti perché possono oggi consentire ad una coppia che sta affrontando il suo percorso contro l’infertilità di avere un figlio, ovvero di avere delle chance in più per ottenere una gravidanza.

Tipologie di inseminazione e fecondazione assistita

Ma quali sono le differenze tra le due tipologie di fecondazione assistita? Ve ne è una delle due che è più sicura o efficace rispetto all’altra?

Per rispondere a questa domanda, occorre prima di tutto ricordare che solo il centro specializzato a cui si fa riferimento – sia esso pubblico oppure privato – può definire, attraverso lo studio del caso specifico, in che modo comportarsi dal punto di vista medico per ottenere più facilmente la gravidanza. In linea di massima diciamo che la fecondazione omologa si utilizza quando l’infertilità è meno grave: si “aiuta” la fecondazione utilizzando i gameti che appartengono alla coppia stessa, ovvero sperma e ovocita, fecondando in vitro ovvero in laboratorio l’ovulo femminile attraverso il seme maschile ed impiantando successivamente l’embrione nell’utero della donna. Questo tipo di fecondazione non prevede, quindi, l’uso di gameti esterni e non fa riferimento in alcun caso a problematiche come ad esempio la mancanza di donatori esterni o la scarsa copertura di gameti.

Il problema, invece, riguarda spesso la fecondazione eterologa: come ci suggerisce lo stesso termine “eterologa”, quest’ultima viene in genere utilizzata attraverso l’uso di gameti che non appartengono alla coppia, e che sono appunto ovocita e seme esterni, appartenenti ad una donatrice oppure ad un donatore. In fatto di fecondazione eterologa, molti sono stati i problemi da affrontare per le coppie; in primis, quello relativo al divieto dell’uso di questa tecnica in Italia, dal momento che, come suggerisce la stessa Legge 40/2004, per vent’anni non è stato possibile per le coppie infertili accedere a questo trattamento nel nostro paese. Le coppie che necessitavano di ottenere un trattamento di questo tipo dovevano necessariamente fare riferimento alle cliniche estere, dovendo così affrontare anche delle spese economiche importanti, visto che da parte del sistema sanitario italiano non vi era alcun rimborso in merito.

Il turismo riproduttivo è stato bloccato, o comunque è andato incontro ad un grande deficit, dal momento in cui, nell’aprile del 2014, la Corte si è espressa con una sentenza specifica che, dopo anni di battaglie – facenti riferimento soprattutto all’Associazione Luca Coscioni – ha reso possibile l’introduzione delle tecniche di fecondazione assistita eterologa anche in Italia.

Dal 9 aprile 2014, quindi, sulla carta le coppie italiane possono accedere a questa tecnica importante, anche se i problemi di certo non sono mancati. Prima di tutto perché per le regioni ed i centri non è stato così facile attrezzarsi dal punto di vista materiale ed organizzativo in tempi brevi per garantire la fecondazione eterologa sin dai primi mesi: è infatti solo da poco tempo che le regioni hanno istituito un proprio regolamento a cui fanno capo i centri pubblici e privati, ed è da altrettanto poco tempo che le tecniche di fecondazione sono state inserite all’interno dei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza che regolano l’utilizzo dei metodi coperti dal sistema sanitario nazionale.

Un altro problema a cui purtroppo si deve fare riferimento ancora oggi è che in Italia vi sono ancora poche persone che garantiscono la possibilità di accedere a queste procedure di inseminazione artificiale per le coppie infertili: come è noto, infatti, una delle caratteristiche basilari della fecondazione eterologa consiste nella possibilità di utilizzare gameti esterni. Ed in Italia, purtroppo, sono ancora troppo scarse le donazioni: ciò ha aperto ad un’altra possibilità che si sta diffondendo sempre più a macchia d’olio, che è quella relativa all’inseminazione artificiale fai da te. Una tecnica che fa uso di un semplice kit, che viene inviato direttamente a casa, al cui interno si possono trovare tutti gli strumenti per rendere possibile la gravidanza, ovvero: ghiaccio secco, una siringa, una fiala di sperma e le istruzioni per tentare l’inseminazione fai da te.

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